Scenari

24 settembre 2018Silvia Pagliuca

Piccoli Archimede crescono: al miniNOI la scienza a portata di bambino

Al via rassegna per bimbi dai 6 ai 12 anni: esperienza diretta, test e approccio «tinkering» al parco tecnologico di Bolzano

Come fanno le funivie a salire in cima alle montagne? Quanta acqua c’è in una mela? Come posso comunicare con i robot? E i biscotti, possono cuocersi solo in forno o anche con l’energia del sole? Vestiranno i panni di piccoli Archimede e proveranno a rispondere a queste e a molte altre domande i bambini tra i 6 e i 12 anni che da sabato 22 settembre parteciperanno al miniNOI, la rassegna di scienza formato mignon che si svilupperà negli spazi del NOI Techpark di Bolzano fino al 16 febbraio 2019. L’iniziativa nasce da un’intuizione: la naturale curiosità dei bambini è il seme perfetto per far crescere i futuri innovatori. E allora, quale migliore location se non l’avveniristico parco tecnologico altoatesino per coltivare gli scienziati di domani? Un viaggio lungo sedici appuntamenti porterà i giovanissimi studiosi, accompagnati dai loro genitori, alla scoperta delle quattro direttrici di ricerca del NOI Techpark: green technologies, food technologies, alpine technologies e automation. «I bambini sono curiosi: cercano, provano, sbagliano e un momento dopo stanno provando di nuovo. Non si accontentano di sapere il “cosa”, vogliono capire anche il “perché”. Un atteggiamento che vogliamo coltivare, affinché non si perda, insegnando loro che non sempre tutte le risposte sono scritte in qualche libro» dichiara Elisa Weiss, coordinatrice del progetto.

Così, con la collaborazione di Eurac Research, Libera Università di Bolzano, Fraunhofer Italia, Agenzia CasaClima e Centro di Sperimentazione Laimburg, e con il supporto degli esperti di Pleiadi, società specializzata nella comunicazione scientifica, i bambini potranno mettersi alla prova con veri e propri esperimenti. «Con tanti laboratori e con un approccio chiamato “tinkering” stimoleremo la curiosità dei più piccoli e favoriremo l’apprendimento attraverso l’interazione. Siamo convinti – spiega Lucio Biondaro, CEO di Pleiadi – che l’immaginazione vada allenata con la pratica. Per questo, nel miniNOI non ci saranno lezioni passive o frontali, ma sarà dato spazio all’esperienza diretta e ai test. Solo così, i bambini, già per loro natura affamati di conoscenze, potranno calarsi nei panni di uno scienziato e capire quali sono i principi che regolano il funzionamento del nostro universo». Si partirà con lo studio delle green technologies che saranno  approfondite con quattro appuntamenti fino al 13 ottobre in compagnia dei ricercatori di Casa clima, UniBZ ed Eurac Research. E al bando numeri, calcoli e complicate equazioni, l’unica cosa di cui avranno bisogno i bambini sarà la voglia di scoprire cosa sta dietro al lavoro degli scienziati energetici. Potranno, ad esempio, costruire un forno che funziona con la luce del sole, far muovere un’elica con un pannello fotovoltaico, scoprire il significato della sostenibilità ambientale e saperne di più sull’energia pulita. Dal 20 ottobre al 17 novembre, invece, sarà la volta dell’automation. I ricercatori di Fraunhofer Italia e di Unibz spiegheranno ai piccoli partecipanti come funzionano i droni, li accompagneranno alla scoperta del coding, li supporteranno nella costruzione di un mini robot scrittore, utilizzeranno eliche, motorini e batterie e si esibiranno finanche in un concerto-racconto in cui la tecnologia incontrerà la natura e a suonare saranno le verdure.  Dal 24 novembre al 19 gennaio, il sipario si alzerà sulle food technologies: insieme ai ricercatori di UniBZ e del Centro di Sperimentazione Laimburg, i bambini potranno capire come funzionano gli organi sensoriali e stimolarli con ricette speciali, potranno fare esperimenti per scoprire cosa si nasconde dietro ai cibi che mangiano e potranno utilizzare la creatività per costruire uno stravagante strumento musicale con materiale di recupero. Il tutto, con un coinvolgente spettacolo finale di divulgazione scientifica.

Infine, dal 26 gennaio al 16 febbraio, occhi puntati sull’alpine technologies con un’incursione diretta nel laboratorio del terraXcube realizzato da Eurac Research al NOI Techpark. I partecipanti potranno aguzzare l’ingegno per costruire oggetti volanti o funivie con corde e carrucole, collauderanno le loro invenzioni direttamente all’interno di un tubo del vento, potranno capire con esperimenti interattivi che relazione esiste tra acqua e neve e termineranno l’esperienza con uno show spettacolare che dimostrerà cosa accade a un fiore o a un frutto quando passa improvvisamente da 20°C a – 200°C. Iniziative che, c’è da scommettere, emozioneranno tutti i presenti anche perché, come ricorda il presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, «i bambini sono dei ricercatori nati e possono diventare gli scienziati del futuro». «MiniNOI – aggiunge infatti Ulrich Stofner, direttore di BLS e direttore del Dipartimento per l’innovazione e la ricerca - è un investimento per il futuro dell’Alto Adige. Grazie a questa rassegna potremo far conoscere alle generazioni più giovani le professioni nei settori dell’innovazione e della ricerca». E l’iniziativa completerà un quadro già molto nutrito di progetti firmati da Eurac, UniBZ e IDM Alto Adige, come “La lunga notte della ricerca” che con cadenza biennale coinvolge oltre 10 mila persone in attività interattive, spettacoli e giochi a tema scientifico e la cui prossima edizione è attesa per il 27 settembre 2019. Intanto, è tutto pronto per la seconda edizione di Out of The Lab, il progetto di divulgazione scientifica che porta la scienza nei quartieri di Bolzano. La prima edizione si è chiusa sabato 22 settembre con un workshop sulla scrittura scientifica per giovani giornalisti e ricercatori condotto dal vicedirettore di FOCUS, Gian Mattia Bazzoli, e dal giornalista scientifico Carlo Dagradi. Appuntamento seguito da un talk e un aperitivo a tema che hanno fatto luce sulla scienza nascosta nella vita di ogni giorno. «Desideriamo che tutti possano sentire la scienza come qualcosa di vicino e familiare. Ancora meglio se questo avvicinamento avviene fin da piccoli: i bambini che hanno la possibilità di confrontarsi con la scienza e la ricerca, da adulti saranno più aperti a questi argomenti e si potranno avvicinare anche professionalmente ai settori scientifici con più agilità» conclude Elisa Weiss.

Foto IDM Alto Adige/I. Corrà.