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10 dicembre 2018Silvia Pagliuca

Sostenibili, sicure e di qualità: Loacker sceglie il meglio del made in Italy per le sue nocciole

Dopo i terreni nel Lazio, da un progetto di agricoltura innovativa arrivano nuovi 30 ettari a Ca’ Tron, vicino Treviso. «Prodotto tracciabile e di altissimo livello»

Trenta nuovi ettari di nocciole nel cuore del Veneto. Loacker, la storica azienda altoatesina che ha inventato il gustoso biscotto al cioccolato a strati di cialda sottile, avvia il progetto «Nocciole Loacker Veneto», parte della più ampia iniziativa «Noccioleti Italiani» che dal 2011 in partnership con Intesa Sanpaolo mira a sviluppare una filiera per la produzione di nocciole 100% italiane, sostenibile e con garanzia di qualità e tracciabilità. La nocciola è, infatti, una delle materie prime più importanti per Loacker, che da sempre utilizza soltanto nocciole italiane tostate «in casa». L’Italia, del resto, è uno storico produttore di nocciole e la varietà nostrana è pregiata e conosciuta in tutto il mondo. In Veneto, Loacker arriverà precisamente a Ca’ Tron, una tra le più grandi tenute agricole a corpo unico d’Italia acquistata nel 2012 da Cattolica Assicurazioni per rafforzare le attività legate al mondo agricolo e al sistema agroalimentare. Il progetto «Nocciole Loacker Veneto», infatti, sarà realizzato in collaborazione con la società assicurativa e con l’Università di Padova. Qui, nel comune di Roncade in provincia di Treviso, e per una piccola parte in quello di Meolo in provincia di Venezia, Loacker impianterà 30 ettari di nocciole producendo una vera e propria «nocciola fatta in casa» così da soddisfare quanto più possibile il fabbisogno dell’azienda, lasciando intatta la qualità.

«Tutti noi della famiglia Loacker abbiamo da sempre creduto in questo progetto che ha lo scopo di poter offrire ai nostri consumatori non solo un prodotto di altissima qualità, grazie all’utilizzo di nocciole 100% italiane, ma anche la garanzia della tracciabilità» afferma in una nota Andreas Loacker, vice-presidente del Consiglio d’Amministrazione. «L’impegno di Cattolica nel programma Noccioleti Italiani vuole sottolineare l’importanza che riveste, per la società, la partecipazione a sperimentazioni agricole innovative, sostenibili e che impattino in modo positivo ed etico sul lavoro e sul reddito nel comparto dell’agroalimentare»  ha aggiunto Gino Benincà, presidente di Cattolica Agricola Ca’ Tron. L’obiettivo di Loacker, azienda familiare fondata nel 1925 da Alfons Loacker e oggi presente in oltre 100 Paesi, è infatti decisamente ambizioso visto che il mercato della nocciola a livello mondiale è dominato dalla Turchia, con un inevitabile condizionamento sul prezzo. La coltivazione della nocciola non è semplice: la pianta ha una vita utile di oltre 50 anni, inizia a produrre solo a partire dal quinto anno e raggiunge il pieno raccolto a partire dall’ottavo anno. Per questo, il progetto «Noccioleti Italiani», avviato operativamente nel 2014 in Toscana con la messa a dimora dei primi 50 ettari nell’azienda agricola Loacker Tenuta Corte Migliorina, nel comune di Orbetello, gode del supporto di Intesa Sanpaolo che offre una linea di credito dedicata caratterizzata da un preammortamento di durata particolarmente elevata (7 anni) su una durata complessiva di 12 anni. Questo accordo favorisce la collaborazione tra la Banca e un’azienda capofila rilevante come Loacker, estendendo importanti vantaggi anche alle proprie aziende fornitrici e sostenendo la crescita delle piccole e medie imprese italiane.

«Le nocciole di origine italiana sono uno degli ingredienti più importanti delle nostre specialità – dichiara infatti Wanda Hager, Direttore Sviluppo Agrario di Loacker - La verticalizzazione della filiera produttiva della nocciola è una delle nostre strategie per garantire la qualità e il controllo sulla materia prima nonché la sostenibilità ambientale. Allo stesso tempo riconosce l’importanza imprescindibile della componente umana e ci permette di raggiungere l’obiettivo di dare vita a un esempio solido e solidale di sinergia tra aziende agricole e produzione dolciaria». E oltre a Veneto e Toscana (dove a oggi sono stati impiantati circa 200 ettari, con la previsione di impiantarne altrettanti nei prossimi due anni), il progetto si estende anche in Friuli Venezia Giulia, dove Loacker potrebbe avviare una tenuta pilota di eccellenza, in Lazio e in Umbria (l’azienda ha infatti stretto di recente una collaborazione con il Consorzio Nocciola Italiana per l’avviamento del piano nel territorio umbro). Complessivamente, Loacker intende facilitare l’impianto di almeno 2.800 ettari di nuovi noccioleti, pianta a cui è riconosciuto un notevole valore paesaggistico.