Innovazione

10 gennaio 2019Silvia Pagliuca

Computer quantistici, «pacemaker della spalla» e design per Disney: storie di innovazione altoatesina nel mondo

Ecco i quattro vincitori del premio «Futura» per chi valorizza l’Alto Adige fuori dai confini. E il territorio si conferma terra fertile per la crescita dei talenti

È cresciuto in un maso dell’Alto Adige e oggi crea la magia in una delle metropoli più grandi al mondo: Los Angeles. Qui, Dumëne Comploi, 35 anni, originario di San Vigilio di Marebbe, si occupa di ricerca e sviluppo dei metodi di intrattenimento immersivo per la Walt Disney Imagineering. Un percorso che ha portato il giovane altoatesino a ricevere, con altri suoi tre corregionali Philipp Moroder, Hannes Pichler e Magdalena Pohl, il premio «Futura», riconoscimento che valorizza coloro che hanno portato alto il nome della provincia nel mondo, confermando l’Alto Adige quale terra fertile per la crescita dei talenti. Lui, arrivato nel gotha della cartoon animation dopo aver studiato architettura e design a Vienna e alla University of California, oggi lavora nella direzione artistica del mondo Disney, occupandosi principalmente di design del personaggio e di intelligenza artificiale. «È un grande piacere e un onore ricevere questo premio – commenta Comploi – Spero di essere un buon ambasciatore per la nostra bella provincia e un’ispirazione per i più giovani affinché non smettano di sognare». E di intelligenza artificiale si occupa anche Magdalena Pohl, originaria di Silandro. Dopo una laurea in Business Administration and Management all’Università Bocconi di Milano con un master alla ESADE Business & Law School di Barcellona, oggi lavora tra Berlino e San Francisco per la tech start-up i2x e si occupa di sviluppare e promuovere sul mercato internazionale un software di riconoscimento vocale. «Sono stata la prima donna assunta a tempo indeterminato in azienda, è una realtà che ho visto crescere e in cui, come spesso accade in una startup, fin dal primo giorno mi sono occupata di moltissime funzioni. Una bella sfida che mi ha portata a vivere a San Francisco negli ultimi quattro mesi dove i2x fa parte del German Accelerator» spiega la ragazza. E quanto al premio Futura commenta: «È una bellissima iniziativa che ricorda ai giovani che la coesione degli altoatesini va oltre i confini. È stato un onore per me condividere questo premio con i miei compaesani di grande talento. Ognuno di loro fa un lavoro straordinario nel proprio ambito e mi ha fatto molto piacere conoscere le loro esperienze e condividere le mie».

(Magdalena Pohl)

Tra i talentuosi premiati c’è infatti anche Philipp Moroder, nato a Brunico, medico specialista in Ortopedia e traumatologia e primario del reparto di chirurgia della spalla e del gomito presso l’ospedale Charité a Berlino. Sua è l’intuizione del “pacemaker della spalla”, uno stimolatore muscolare elettrico in grado di stabilizzare spalle gravemente instabili che fino a poco tempo fa erano considerate inguaribili. È invece originario di Naz, soleggiato comune della valle Isarco, sull’altipiano delle mele, Hannes Pichler, fisico quantistico presso la Harvard University. Hannes si occupa dello sviluppo e dello studio di computer quantistici, strumenti straordinariamente efficaci nella risoluzione di problemi matematici, con un potenziale molto più avanzato rispetto ai computer classici. Con i suoi colleghi, il giovane talento altoatesino, sta sviluppando un calcolatore ancora più performante con cui elaborare le informazioni quantistiche. La realizzazione di un prototipo, ovvero di un cosiddetto simulatore quantistico, è stato un record e una pietra miliare nello sviluppo tecnologico di questo genere di computer. Quattro storie, dunque, quelle di Dumëne, Magdalena, Philipp e Hannes, che raccontano un Alto Adige dinamico e ricco di talenti pronti a puntare su innovazione e progresso sia in patria che all’estero. Figure con percorsi eterogenei, contraddistinti da esperienze internazionali e da un profondo legame con le radici di casa. Perché proprio grazie alla sua naturale posizione di “crocevia” e alla sua innata multiculturalità, l’Alto Adige diventa location strategica per alimentare il talento senza confini. «Essendo di madre lingua ladina – riconosce infatti Comploi - sono cresciuto in una minoranza linguistica e culturale, cosa che fa parte della mia identità e che mi ha spinto a imparare nuove lingue o culture, mettendomi in gioco in ogni fase della vita». Nonostante il lavoro li abbia portati lontani da casa, infatti, i quattro ragazzi hanno sempre nel cuore il loro Alto Adige, un luogo che, come dimostrato dallo stesso «Futura - Premio per giovani altoatesini nel mondo», crede nella forza delle generazioni più giovani che sostiene riconoscendone il valore e l’impegno.