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29 novembre 2018Silvia Pagliuca

Londra, un bacio di vetro a King’s Cross

Dove un tempo si trasportava carbone ora c’è una struttura moderna con la facciata realizzata con i pezzi unici dell'altoatesina Frener & Reifer

Alzare gli occhi al cielo e immergersi in un bacio di vetro. Non un sogno, ma l’affascinante realtà nata dall’ambizioso progetto di Frener & Reifer, azienda altoatesina specializzata in sistemi di facciata su misura creata da Georg Frener e Franz Reifer nel 1974. Sua è una delle facciate più celebri al mondo, quella del nuovissimo Coal Drops Yard, nel quartiere londinese di King’s Cross. Qui, dove un tempo si trasportava carbone, ora si ammira una avanguardia architettonica. E si fa shopping, ovviamente. L’Heatherwick Studio, incaricato di recuperare lo storico sito, ha dato forma a una visione, reinventando due edifici ferroviari di epoca vittoriana. Giunto a Londra dal nord dell’Inghilterra, il carbone, motore della rivoluzione industriale del 18° secolo, veniva fatto cadere dai binari sopraelevati nei contenitori sottostanti per poi essere distribuito in città. Ora, nel Coal Drops Yard si snodano negozi, bistrot e gallerie osservate dall’alto dal tetto curvo e dalle facciate in vetro realizzate dagli «artigiani» di Bressanone. Il passaggio fluido da un’ala all’altra della struttura permette ai due edifici di fondersi armoniosamente, come fossero due gocce di carbone. La facciata, formata da vetrate alte fino a 7,2 m e disposte a zigzag con diverse angolazioni, e le numerose lastre tridimensionali ricurve, sono veri e propri fiori all’occhiello dell’edificio. Ogni pezzo che compone la facciata è unico per forma e dimensione. Una geometria particolarmente impegnativa dal punto di vista architettonico che ha reso necessaria la progettazione tridimensionale e l’utilizzo di innovative soluzioni tecniche e progettuali. Innovazioni che sono state studiate per non cannibalizzare le tracce del passato industriale e vittoriano degli edifici che restano tutt’ora evidenti. Heatherwick Studio, infatti, ha più volte sottolineato come una delle sfide del nuovo progetto fosse proprio legata alla necessità di integrare il moderno con ciò che c’era un tempo. Sfide a cui lo studio non è nuovo visto essendosi distinto più volte per progetti di rilievo internazionale (tra i più recenti, lo Zeitz Mocaa a Cape Town, in Sudafrica, in cui ha trasformato dei silos per il grano in un museo di arte contemporanea).

E non è da meno Frener & Reifer. Anzitutto, il nuovo Coal Drops Yard sorge poco lontano da un’altra creazione brissinese a Londra: Gasholders, edificio residenziale per cui l’azienda altoatesina ha realizzato e montato l’imponente facciata esterna mobile in metallo. Ed è suo anche il volto di Clarges Mayfair, complesso di appartamenti nei pressi di Green Park in cui 268 balaustre in alluminio speciale anodizzato bronzo si uniscono a più di 100 esclusivi elementi finestrati con inserti in pietra sulle facciate. Inoltre, l’azienda ha concepito la facciata mobile del St. Giles Circus, nella centralissima Oxford Street, e il tetto con volta a botte con centinaia di tamponamenti a rombo in vetro e alluminio della Devonshire House. Ma anche l’ingresso dell’hotel Berkely di Londra porta la firma di Frener & Reifer, in particolare per l’Honeycomb Glass Panel, così chiamato perché la sua struttura ricorda le celle di un alveare. Ancora: il rivestimento del Sainsbury Wellcome Centre con cui ha vinto il British Construction Industry Award, il più prestigioso premio dell’industria edile britannica, e due Leaf Awards nella categoria Overall Winner 2016 e Best Facade Design Engineering 2016. Mentre a Parigi ha conquistato la medaglia d’argento che rappresenta il massimo riconoscimento per la categoria “imprese” dell’Académie d’Architecture francese grazie al rivestimento della Fondation Jérôme Seydoux-Pathé.

Non solo in Europa: la fama dell’azienda è arrivata fino oltre Oceano, a Cupertino. Frener & Reifer, infatti, ha creato l’auditorium da 1000 posti del nuovo Apple Park – un enorme cilindro in vetro alto 6 metri con un diametro di 50 e un tetto in carbonio con finiture metalliche - e sta realizzando molte delle famose scale in vetro che caratterizzano gli Apple Store. Del resto, l’innovazione è l’anima di una realtà che da sempre ha scelto di evitare tutto ciò che avrebbe potuto portare all’appiattimento del design industriale. Una decisione emersa con coraggio fin dal 1996 quando con la realizzazione della sede di BMW Italia a Tokyo – un lavoro che richiese ben 15 mesi per il solo montaggio! – venne proiettata nel gotha mondiale dei costruttori di facciate innovative e dinamiche. Da allora, si sono spalancate le porte del mondo: dall’Investcorp Building di Oxford disegnato da Zaha Hadid, alle Terme di Merano di Matteo Thun, dal Padiglione della Foundation Foster di Madrid alla Chiesa del Giubileo Dives in Misericordia di Roma. Fino all’ultimo grande sogno diventato realtà: il bacio che sfiora il cielo in uno dei quartieri più vivaci e moderni di Londra.