Roadshow

11 ottobre 2018Enrico Albertini

Dall’Alto Adige in Emilia il magazzino automatizzato che resiste alle scosse

Il sistema altoatesino incontra imprenditori, architetti e progettisti a Vipa, azienda che dopo il terremoto del 2012 ora si amplia grazie a Stahlbau Pichler

Il filo che collega l’Alto Adige a Rolo, località nel cuore dell’Emilia, è forte, visibile. O meglio, per utilizzare il termine più adatto, è antisismico. Perché Vipa, azienda che produce viti, bulloni e minuteria metallica ha – sull’asse dell’A22, quella che collega l’Emilia e il Brennero – un nuovo magazzino, realizzato da Stahlbau Pichler, azienda altoatesina specializzata in strutture metalliche e facciate. È una storia di rinascita quella raccontata il 3 ottobre nell’appuntamento di Vertical Innovation, introduzione perfetta per il tema della serata, «Building, Safety, Sustainability. Aziende e centri di ricerca insieme per costruire in modo sicuro ed efficiente».

Le costruzioni sostenibili rappresentano una punta d’eccellenza altoatesina. «Nel 2012 il terremoto è stato per noi un vero trauma – racconta Paolo Poppi, uno dei titolari di Vipa –. I danni hanno bloccato la produzione. Da lì è nata l’idea di creare uno stabilimento nuovo, al riparo da altre scosse sismiche». Un lavoro che ha coinvolto l’azienda altoatesina. «Devo fare i complimenti – continua Poppi – alla Stahlbau Pichler per la serietà e la determinazione con le quali hanno portato a termine il lavoro, rispettando i tempi previsti». Precisione e velocità, due elementi imprescindibili per un’azienda che aveva il bisogno di mantenere i tempi (e le quantità) di produzione. «Un investimento importante che ci permette di recuperare la capacità di stoccaggio persa causa terremoto – spiega Luca Colonnese, responsabile della logistica che ha guidato gli ospiti in un tour dell'azienda –. Uno stabilimento ad alto grado di automazione: l’obiettivo che ci eravamo dati a inizio progetto era di ridurre a otto ore lavorative l’evasione di ogni ordine. Pichler ci ha permesso di realizzare tutto rispettando i nostri vincoli, sia dal punto di vista logistico-tecnico che da quello economico. Il tutto nel rispetto della nuova normativa antisismica». Ad ascoltare le loro testimonianze un qualificato gruppo di imprenditori del settore edile, architetti, progettisti e aziende della zona. «La sede di Vipa, uno stabilimento iconico con il suo mega bullone ben visibile dall’autostrada, è un punto di riferimento per chiunque viaggi lungo l'asse del Brennero– ricorda Giuseppe Salghetti, development IDM Alto Adige  –. Da qui lanciamo un ponte verso l’Alto Adige e il NOI Techpark, con le sue aziende, i suoi centri di ricerca, le sue eccellenze messe a fattore comune per il Paese. Soprattutto nel settore del Green e delle costruzioni. L’Alto Adige non è solo frutteti, boschi e montagne, ma è un ecosistema innovativo in cui trovano spazio 50mila aziende, una ogni 10 abitanti, col più alto indice top performer, ovvero con molte aziende leader nei settori strategici del nostro sviluppo: green, tecnologie alpine, food, automation e automotive. Settori che sono protagonisti anche del parco tecnologico, ormai riconosciuto polo dell’innovazione di livello nazionale, un investimento pubblico di oltre 120 milioni di euro, habitat ideale per aziende innovative e talenti».

A dialogare con gli imprenditori presenti anche un’altra realtà di punta del territorio altoatesino: Eurac Research. «Abbiamo laboratori in grado di supportare lo sviluppo di sistemi edilizi efficienti, sostenibili e sicuri», ha ricordato Stefano Avesani. Laboratori d’avanguardia come – ad esempio – quello in grado di testare le prestazioni delle facciate multifunzionali. Le prove sono condotte in un calorimetro (a doppia camera con anello di guardia) accoppiato con un simulatore solare a luce continua. Riproducendo valori di temperatura, umidità, irraggiamento e velocità dell'aria le due camere del calorimetro emulano il contesto di funzionamento reale del campione in analisi: l'ambiente esterno da una parte e l'ambiente interno dall'altra. Il calorimetro è stato realizzato in conformità alla ISO 8990 ed è in grado di ospitare provini fino a tre metri per tre con spessore massimo di 50 centimetri. Oppure l’avveniristico TerraXCube, capace di riprodurre le condizione climatiche più estreme, fino a 9metri d’altezza.  Attraverso gli esperimenti sull’adattamento umano, effettuati in collegamento con la Nasa e l’Esa europea, terraXcube dà un contributo concreto alla più grande sfida del futuro dell’umanità, la colonizzazione di altri pianeti. Ma questo è solo uno degli innumerevoli usi dell’infrastruttura da 4 milioni e 450mila euro in fase di ultimazione nel lotto D1 del parco, «unica al mondo» per le sue qualità. Ai molteplici aspetti scientifici coniugherà la possibilità di effettuare test per le imprese, per provare la resistenza dei prodotti – dai vestiti tecnici ai motori e ai droni – in tutte le condizioni di temperatura, vento, ghiaccio, neve. Inoltre, è richiesta per le prove sui piloti dell’aeronautica militare e di Formula 1.

Importante anche l’apporto di WeStatix, software sviluppato dall’azienda innovativa di Bolzano CAEmate. «Stiamo parlando di un software per fare calcoli per progettazione ingegneristica - spiega il cofounder Massimo Penasa –. Un software diverso: completamente online e molto intuitivo». WeStatiX offre un'applicazione Web 3D intuitiva per l'analisi strutturale. Con la possibilità di costruire un modello in modo rapido ed efficiente ed esegui analisi in pochi minuti, sempre rimanendo nel cloud. Un’idea giovane ma già abbondantemente verificata: centinaia di test di convalida sono stati eseguiti e confrontati con soluzioni analitiche, al fine di garantire la precisione dei risultati di WeStatiX.

Il tutto è possibile grazie ad un territorio attento e innovativo. «Le aziende che hanno collaborato con noi nel settore edilizio sono circa 500 – ricorda Stefano Prosseda, Coordinatore Ecosystem Construction di IDM Alto Adige –. Tutte abituate a portare avanti temi di efficienza energetica, comfort e sicurezza. Questo è reso possibile dall’ecosistema: ad esempio la vicinanza al NOI Techpark, il parco tecnologico di Bolzano, di enti quali Eurac, Fraunhofer Italia, Università di Bolzano e Agenzia CasaClima».