Innovazione

9 febbraio 2019Enrico Albertini

L’innovazione che abbatte l’impatto dell’uomo sull’ambiente: NOI Techpark su «Futuro24»

Ecco dove vedere la trasmissione di RaiNews dedicata al parco tecnologico. Eurac Research, terraXcube e HBI fra i protagonisti

Energie rinnovabili, soluzioni innovative per rendere sempre minore l’impatto dell’uomo sull’ambiente. Come dice il giornalista Rai Andrea Bettini introducendo il suo servizio sull’ecosistema altoatesino di NOI Techpark: «Un’attenzione all’ambiente fondamentale per salvaguardare il nostro pianeta». E anche per costruire un futuro migliore. Non è un caso che il servizio su NOI Techpark sia andato in onda proprio nella trasmissione di RaiNews «Futuro24». Dodici minuti per un viaggio all’interno del parco tecnologico che fa da cerniera fra Nord e Sud d’Europa. La puntata di «Futuro24» è disponibile online, per chi la volesse rivedere, a questo link.

Protagonista del racconto è la ricerca, in particolare quella di Eurac. Innovazione al servizio dell’ambiente in maniera concreta, grazie al collegamento stretto col mondo imprenditoriale. «Facciamo ricerca applicata – spiega il direttore Wolfram Sparber – attraverso la nostra attività diamo una mano nello sviluppare prodotti più efficienti e rinnovabili. E anche a chi deve prendere decisioni, a livello territoriale e nazionale». Fiore all’occhiello di Eurac Research è il nuovo laboratorio, terraXcube. Un gioiello ideato e pianificato dagli ingegneri di Eurac e finanziato dalla Provincia Autonoma di Bolzano con 7 milioni di euro, già ribattezzato la «Macchina delle meraviglie». Entrare in terraXcube, infatti, è un po’ come salire a bordo di una macchina del tempo e dello spazio, affrontando un viaggio in cui nulla è come sembra. «Mentre fuori splende il sole – spiega il direttore di terraXcube, Christian Steurer – dentro possiamo produrre burrasche di vento, modificare i livelli di ossigeno, portare la temperatura fino a – 40°, far scendere 50 mm all’ora di neve o 60 mm all’ora di pioggia, “salire” fino a 9.000 metri di quota e far aumentare o diminuire vertiginosamente la pressione dell’aria: situazioni estreme nelle quali i ricercatori potranno testare prodotti industriali ed effettuare avanzati esperimenti di natura ecologica e medica».

Spazio anche all’innovazione applicata all’agricoltura. Come fa il team di HBI, una startup che ha trovato in NOI Techpark luogo di crescita e sviluppo e nell'Università di Bolzano il perfetto partner per la ricerca. Che fine fanno gli scarti organici, quelli che per definizione non servono più? Considerati spazzatura da buttare, causano il problema del loro smaltimento. E se invece quei rifiuti fossero trattati e trasformati in un materiale che può essere usato come energia rinnovabile, per aumentare la produttività dei terreni o addirittura come filtro per depurare le acque? Il tutto in cinque ore? Ed è questa l’idea alla base dell’avventura imprenditoriale di HBI: è utilizzare una tecnologia ad alta efficienza, veloce e a zero emissioni per ingegnerizzare un materiale chiamato Greenpeat, ottenuto dalla trasformazione di rifiuti biodegradabili.